Pitti, la parola d'ordine è «riprogettare»
Pashmine di 2 metri per 2,5 grammi e maglie in lana merinos e nylon da indossare 365 giorni l'anno
FIRENZE - «Riprogettare», dice con forza Brunello Cucinelli, maestro del cashmere, dello stile e del business (non a caso è stato insignito del Premio Olivetti e del premio Best of the Best per la moda maschile). E continua: «Si lavora con tre budget sul tavolo: quello del 2009 con l’obiettivo di perdere il meno possibile e salvare l’azienda, il 2010 e il 2011 sono quelli destinati a rappresentare il nuovo progetto e da lì si riparte». Guai a parlare di crisi. C’è stata (e non si sapeva come affrontarla), c’è (ma si sa cosa fare). In pratica si rinasce dal prodotto. «Il marchio è morto se non c’è quello», spiega Paolo Vazzoler, direttore divisione di Mcs il nuovo nome di Marlboro Classics (2400 clienti nel mondo) che dai «vasti e sconfinati deserti» scende in città e veste anche la pupa.
MAGLIERIA E DINTORNI - E se la qualità sta alla base della tanto agognata ripresa, qui al Pitti la si trova davvero. Pashmine 2 metri per 2, 50 grammi di peso (Cruciani), maglie in lana merinos foderate in nylon doppiato da indossare 365 giorni l’anno (Peter Brown), sfumature di colore tanto particolari da diventare pezzi unici (Fedeli), felpe e jersey elasticizzato come best seller (Everlast), zip uguali a quelle dei giubbotti di salvataggio degli aerei e nylon che protegge dai raggi UVA (Herno), t-shirt in jersey di bamboo completamente biodegradabile (Ecoflage), allacciature “a Bitta” tal quale alle barche a vela (Siviglia), polo in maglia inglese (Bilancioni) o a righe a contrasto (Fred Perry), giacca/marsupio in impalpabile pelle (Via Corsi).
IL NOME FA LA DIFFERENZA - Si chiama «Gran Torino» ed è la giacca ammiraglia della linea Montecore con speciale fodera interna realizzate per la Polizia e la Marina Militare (un filato di poliestere, laminato con membrana «Solar Life» in poliuretano e ceramica) che permette di trattenere i raggi “far infrared” e trasmetterli al corpo umano, diminuendo la fatica muscolare e un immediato recupero energetico. Cerchi «Niagara» e trovi il giaccone gommato super leggero con particolari caratteristiche di resistenza di Paul & Shark. Il suo nome è una sigla e un numero: Mi72 è il giubbotto icona di Pirelli PZero (tela tecnica con intarsi anatomici), dove Mi sta per Milano e 72 per il 1872, luogo e data di nascita della Pirelli.
COMPLEANNI, DEBUTTI E OSPITI D'ONORE - Roberto Cavalli ha festeggiato i suoi primi 10 anni di moda maschile con una retrospettiva fotografica presentata dal mensile Max al Cavalli Club di Firenze. Poi cena per pochi intimi a casa Cavalli. Vent’anni, invece, per Prima Classe Alviero Martini che studia ad hoc una collezione di accessori in una speciale cartina geografica. Belfe spegne, addirittura, cinquanta candeline. Ed è subito trench-mania con un’edizione limitata di impermeabili alla Tenente Sheridan indossato negli anni ’60 da Ubaldo Lay. Mila Schon si presenta per la prima volta con la collezione total look da uomo firmata da Bianca Gervasio (i capispalla saranno prodotti da Valstar, Roland si occuperà delle scarpe e Volpi delle borse). Royal-Hem debutta con una mini linea Luxury Vintage e Vilebrequin (marchio noto per il beachwear) con una serie di capi in spugna. Guest star di questo Pitti, Jun Takahashi creatore del marchio Undercover che presenta in anteprima assoluta la sua menswear collection mentre protagonisti dello special event di Pitti W, i Proenza Schouler.
Informale ma con aplomb inglese. Al Pitti l'uomo che guarda oltre la crisi
Presenti a Firenze, dal 16 al 19 giugno, 890 marchi: via l’usa e getta, si punta alla qualità a tutti i costi
Informale ma con aplomb inglese. Trasandato ma studiato nei minimi dettagli. Un uomo dall’aspetto naturale e vissuto eppure estremamente curato. In pratica, più sofisticato ed elegante di così è difficile trovarlo ma dato che ben 890 marchi (presenti a Pitti Uomo dal 16 al 19 giugno) hanno lavorato per lui, sarebbe strano non trovarlo perfetto. È quasi un damerino settecentesco tanto è attento al vestire solo che ora si maschera con abiti da lavoro (la passione del momento è il giardinaggio) grazie a una giacchetta che pare non stirata, a un colletto della camicia stazzonato, a una braga bucherellata qua e là. Tutto però è fatto ad arte, nulla è lasciato al caso a cominciare dai materiali sempre di altissimo livello e alle costruzioni super sartoriali.
MODA COME DIVERTIMENTO - Non potrebbe essere che così. L’abbigliamento da uomo della prossima primavera estate, quello che dovrebbe anche risentire per primo dei segnali positivi della ripresa, si tinge di colore, osa le tonalità forti e si butta a capofitto nella raffinatezza della confusione intesa come la capacità di mixare stili, tinte, fantasie,tessuti. E si gioca con la moda non con parei da ufficio, stampa Hawai da consiglio d’amministrazione (pensavano di cambiare gli uomini!) ma con pezzi concreti, a volte anche cari di prezzo, ma duraturi nel tempo. Insomma, l’usa e getta non esiste più sostituito dalla qualità a tutti i costi.
SE LO DICE PHILIPPE STARCK- «Longevità è la parola chiave, la durata è il solo modo di fare ecologia, ci deve essere il valore della conservazione», parola di Starck , uno dei massimi designer che conosca il globo terracqueo e ora prestato alla moda grazie al progetto triennale Starck with Ballantyne, nuovo brand che vede uniti due grandi nomi. Non un caso che la famiglia Montezemolo fosse riunita al completo (papà Luca con i figli Matteo e Clementina) per dare il benvenuto a questa straordinaria collezione formata da sessanta pezzi (30 da uomo, 30 da donna) che coniuga la tradizione e la professionalità di Ballantyne con il genio dell’architettura (coadiuvato anche dalla bella moglie Jasmine). Ne escono capi preziosi per la costante presenza del cashmere e al contempo tecnici per l’uso di materiali come il nylon e la gomma.
CAPI D'AUTORE - Dal più tipico American style firmato Brooks Brothers (blazer, botton down, cravatte regimental coniugati in colori accesi) arrivato per la prima volta al Pitti a Twin DdM (giacca destrutturata in cashmere light che non si stropiccia) a Messaggerie (tre bottoni in lino cerato) a Henry Cotton’s (semisfoderata in cotone Madras indiano ma nei colori inglesi) a Add (la field jacket in Super Wet, tessuto tecnico effetto bagnato e gommato) a Gazzarrini (sahariana decostruita) a Massimo Piombo (sartorialità abbinata a tessuti poveri e preziosi per la haute couture intellettiva presentata sotto una tenda militare).
LAPO COLPISCE ANCORA - Il primo monomarca a Saint Tropez ha dato il là per la nuova collezione Italia Independent di Lapo Elkann, una rivisitazione della Provenza anni ’60-’70 (tuxedo con inserti di denim, doppiopetto in maglia, due cappelli realizzati con Borsalino, le driving shoes studiate e prodotte con Arfango). E la presenta sul motorhome Stralis della Iveco piazzato nel bel mezzo della Fortezza fiorentina. Un’idea iniziata con un paio di occhiali, approdata a un total look e a una visitazione nel design. E ora? «Il futuro non ha limite –dice Lapo -, il mondo cambia alla velocità della luce, basta capire quello che vuole la gente».
Pitti uomo lancia il globetrotter elegante
Tessuti ipertecnologici, freschi e leggerissimi. Ferro da stiro non ti conosco
Se c’è un diktat è questo: no stiro! Che fa il vero globetrotter? Non può di certo mettersi a stirare, impegnato com’è a scendere da un treno per salire su un aereo e magari proseguire il viaggio su una jeep. Al contempo non vuole rinunciare all’eleganza e allo stile. E allora c’è chi pensa per lui qui al Pitti e si alambicca a trovare il modo di vestirlo pratico e di fornirlo di capi che, come per miracolo, fuoriescono da uno zaino o da un trolley, perfettamente in ordine.
Nell’impresa ci sono riusciti in diversi ma uno solo è l’abito «in busta», firmato Avirex e disegnato da Romano Ridolfi. In gabardine a doppio filo ritorto (il tessuto tipico del brand americano), la giacca e il pantalone finiscono in una busta in tela 40 per 45 centimetri lavata nel tè e assolvono al compito: comodità e eleganza a portata di mano. Il marchio Il Viaggio, un nome un destino, sempre per proseguire il filone del «non stiro» si presenta con SweatJack, blazer (taglio sartoriale) ma in felpa (jersey che si scalda con il corpo) in vari colori anche se il più gettonato è l’azzurro. E se proprio sei un inguaribile perfezionista e una stiratina la vuoi dare lo stesso, Refrigue ha messo a disposizione «memory oxford», materiale innovativo che si stira con una semplice carezza della mano.
Il classico non tramonta mai. Pal Zileri ha addirittura pensato a Marco Polo, uno dei più appassionati avventurieri viaggiatori, per mettere a punto «Zed Twister» il nuovissimo tessuto ingualcibile che sfrutta particolari torsioni delle fibre: il vestito è come se fosse appena uscito dalle sapienti mani di un sarto ma è in materiali tecnologici, tecno/sintetici uniti a lane e cotoni con fibre elastomere. Corneliani, già da qualche stagione, si fornisce, in esclusiva mondiale, di un tessuto filato con caratteristiche antipiega e elasticizzato. In pratica, non è concessa alla minima grinza di formarsi, nemmeno se il vestito sta pigiato in una borsa. Per la prossima stagione calda, la griffe mantovana produrrà abiti 150s finissimo, drop 8, rever largo anni Cinquanta molto asciutto, fit allungato che caratterizza tutta la collezione. Si chiamano Aquacashmere (impalpabile e fresco), Aqualight (leggero come una camicia) e Babyhair (una delle più pregiate qualità di mohair) gli incredibili tessuti extralight di Isaia. Nulla si stropiccia, tutto è prezioso: dai materiali, alla tradizione sartoriale napoletana, allo stile.
Dove vai se il trench non ce l’hai? Il mago è Allegri che si presenta a Firenze con ben tre linee: denominatore comune il peso (anche un terzo rispetto a un capo con le stesse prestazioni di calore e leggerezza) e lo spazio (occupa l’angolo più piccolo della valigia). Certo, in questo caso, si parla di materiali eccezionali. Dall’abaca (idrorepellente naturale che arriva dalle Filippine e veniva usato per le gomene delle navi) al poliestere elastico al nylon super leggero e al micronylon è l’inno del luxury in pochi grammi: basta guardare i 15 pezzi di Scognamiglio per rendersi conto che la moda non nasce per caso. E poi c’è il «trench dell’inviato speciale» di Schneiders, adatto anche per le missioni più pericolose, impermeabile, antivento, traspirante, multi tasca, con pantaloni parapioggia incorporati e polsini catarifrangenti.
Accessori e dintorni. «One more bag» è la piccola pochette di Piquadro, otto modelli che si moltiplicano per due diventando quindi sedici borse di varie grandezze che quasi miracolosamente, grazie a una zip, si trasformano in capienti shopping. Va addirittura nello spazio Timex 80, l’orologio cronometro, data, sveglia,water resistent, retroilluminazione presentato nel modello Jumbo e che si ispira ai pianeti. «Angel» è la nuova scarpa PZero che si ispira al pneumatico Angel della moto sport Touring. Il battistrada della moto, dopo mille chilometri lascia l’impronta di un demone, la suola della scarpa dopo un milione di passi. E se il tuo viaggio è in barca, Elvstrom ha studiato un giubbotto che riduce il mal di mare grazie alla tecnologia Power Balance mentre Geox ha il sistema di traspirazione brevettato.







